Nella sua breve ma intensa vita, S. Elisabetta si fa madre di tutti per condividere con tutti la buona notizia di un Padre che ci ama e che ci vuole tutti suoi figli. E per curare e custodire ogni dignità negata, violata, calpestata. Ancora più e soprattutto, Elisabetta si fa povera vivendo la realtà terrena “sitibonda di giustizia” come ricorda la Bolla di Canonizzazione.
Non ci sono limiti alla sua donazione, alla sua oblatività per il bene, perché la sua misura è la misura altissima della passione di Cristo crocifisso. Il suo è un cammino indomito, pieno di ostacoli, di sofferenze affrontate con la forza di un amore che tutto spera, che tutto sopporta, nella gioia di condividere così la sapienza del Padre per ogni uomo. È la pagina più vera della perfetta letizia quella che abbaglia dalla testimonianza della sua vita nel momento più duro dell’abbandono, il momento della cacciata dal castello assieme ai suoi figli, a cui non sa neppure come provvedere: in questa condizione. Elisabetta innalza il Te Deum di ringraziamento a Dio. E il momento più duro diventa il più fecondo.
Nel giorno della Festa di S.Elisabetta Patrona del Terz’Ordine Francescano, chiediamo al Signore la grazia di poter seguire almeno da lontano le sue orme per accogliere coraggiosamente la Sua volontà!
Argia Passoni
